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The Mithraeum of Circus Maximus

 

Piazza della Bocca della Verità (presso la scalinata accanto alla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin.)

 

Il Mitreo del Circo Massimo fu scoperto negli anni '30 del secolo scorso durante i lavori per la creazione del deposito per le scene ed i costumi del Teatro dell'Opera, presso l'ex Pastificio Pantanella. Si tratta di un luogo di culto dedicato al dio Mitra, divinità di origine Iranica che ebbe una grandissima diffusione a Roma soprattutto tra il secondo ed il terzo secolo d.C.
Il santuario venne realizzato verso la fine del III secolo ristrutturando e riadattando il pian terreno di un edificio preesistente in mattoni la cui funzione è probabilmente da ricollegare con il vicino Circo Massimo.
L'ingresso originario si affacciava verso il circo stesso ma l'aula più importante del tempio, lo spaeleum (grotta) dove si praticavano i riti misterici dedicati al dio Mitra, si trovava in posizione nascosta alla vista dei passanti. Dopo avere attraversato la sala dell'apparitorium, una sorta di sagrestia dove si conservano i simulacri e le vesti degli officianti, entreremo nel vivo del racconto del mito: l'uccisione di un toro da parte di Mitra all'interno di una grotta (tauroctonia) A questo sacrificio era infatti collegata l'origine della vita e dell'universo, e gli adepti al culto, sdraiati sui banconi della sala principale, consumavano pane, vino e le carni sacrificate in un banchetto comunitario. La scena della tauroctonia, rappresentata sotto diverse forme artistiche nei numerosi mitrei ritrovati a Roma, in Italia cosi' come nelle altre provinncie dell'Impero, viene qui riproposta in due rilievi: il primo conserva ancora tracce di pittura, mentre il secondo, di grandi dimensioni, reca ancora incisa l'iscrizione con dedica alla divinità da parte di un iniziato.